Carenza di folati in gravidanza

dott. Agostino Menditto

 
 
 

Vi sono condizioni in cui il fabbisogno giornaliero di folati aumenta e se non si ricorre ad una idonea supplementazione si verifica una condizione di carenza di folati.


Una carenza di folati può essere determinata da:


Insufficiente apporto dietetico

Si può riscontrare nei soggetti che seguono una dieta priva/scarsa in frutta e verdura.


Malassorbimento

Può verificarsi in caso di malattie intestinali (malattia celiaca) o in caso di malformazioni intestinali (resezione intestinale, fistole ed anastomosi intestinali).


Aumentato fabbisogno

Per aumento delle richieste in situazioni fisiologiche e/o patologiche


Cause genetiche

Le mutazioni indicate con C677T e A1298C a carico del gene della 5, 10 metilentetraidrofolato reduttasi (MTHFR), che è un enzima chiave nel ciclo dei folati, causano una ridotta attività enzimatica e predispongono ad iperomocisteinemia


Alla luce di recenti acquisizioni l’uso dei folati si è esteso alla prevenzione di:

  1. Distacco intempestivo di placenta

  2. Ritardo di crescita intrauterino (IUGR)

  3. Aborto spontaneo

  4. Parto prematuro

  5. Preeclampsia


Uno dei fattori etiologici per questi disturbi è rappresentato dalla iperomocisteinemia, condizione che rappresenta un’espressione della carenza di folati nell’organismo.


Per correggere e trattare le carenza di folati oltre alla raccomandazione di corrette abitudini alimentari e all’impiego di cibi ricchi di folati, sono disponibili tre tipi di presidi farmacologici:

  1. il 5-metil-tetraidrofolato di calcio (5-MTHF)

  2. l’acido folico (o pteroilglutammico)

  3. il folinato di calcio


L’acido folico non è un cofattore fisiologico e deve essere convertito in metil-tetraidrofolato. Studi approfonditi sulla cinetica dell’acido folico dimostrano che impiegando dosi crescenti di acido folico, da 0,4 a 5 mg, la percentuale che si ritrova immodificata nel plasma aumenta dal 20 all’80%.


Il folinato (5-formil-THF), per la mancanza di una dimostrazione di maggiore efficacia rispetto all’acido folico, trova indicazione razionale solo in oncologia, per il ‘rescue’ da alte dosi di metotressato e per potenziare l’azione citotossica del fluorouracile.


La molecola più indicata sembrerebbe il 5-MTHF che viene utilizzato dall'organismo come tale, senza cioè subire ulteriori processi di biotrasformazione. Essa costituisce la forma fisiologica di trasporto dell'acido folico nel plasma, dove rappresenta la quasi totalità dei folati circolanti. E' prontamente assorbita dal tratto digestivo e, quindi, si distribuisce a tutti i tessuti compreso il SNC. Studi hanno dimostrato che il 5-MTHF migliora rapidamente la funzione endoteliale e riduce la produzione radicali liberi mediante meccanismi indipendenti dalla riduzione dell’omocisteina.


In sintesi:

  1. I folati rappresentano indubbiamente un’ottima strategia di gestione e prevenzione delle problematiche che possono manifestarsi in gravidanza.

  2. Ulteriori scoperte sul ruolo dei folati ne consigliano l’impiego non solo nella gestione delle anemie e dei difetti del tubo neurale ma anche nel management di preeclampsia, disfunzione endoteliale, menopausa e prevenzione dei problemi indotti da mutazioni genetiche recentemente scoperte.

  3. Possibilità di scelta tra diverse forme di supplementazione (acido folico, folinico e 5-MTHF).


Pubblicato il 28 marzo 2011


Vedi anche:

Acido folico e gravidanza






 

Carenza di folati in gravidanza

 
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