Acido folico in gravidanza

dott. Agostino Menditto

 
 
 

I folati sono vitamine del gruppo B essenziali per il corretto svolgimento di diverse reazioni biochimiche nell’organismo umano, tra cui si evidenzia:

sintesi del DNA;

sintesi di alcuni aminoacidi;

regolazione del metabolismo dell’omocisteina;

metilazione del DNA, proteine e lipidi;

produzione di ossido nitrico.

In condizioni normali il fabbisogno giornaliero di folati è di circa 100-200 μg introdotti con la dieta o recuperati attraverso il circolo enteroepatico.


La gravidanza costituisce una delle condizioni fisiologiche a maggior rischio di carenza di folati per un aumentato fabbisogno e per l’eventualità di un insufficiente apporto con la dieta. L’aumentato fabbisogno è dovuto sia a maggiori richieste materne (accelerata eritropoiesi) sia alle eccezionali richieste fetali (tessuti in rapida crescita).

Il 20% delle donne gravide presenta un deficit di folati in conseguenza delle richieste aumentate di oltre 5 volte la normale dose giornaliera.

In gravidanza viene, pertanto, raccomandata un’assunzione quotidiana abbondante di verdura fresca.


Su base empirica è quindi utile la prescrizione sistematica anche alla gestante sana di una quota di folati pari ad almeno 400 μg/die, non solo per prevenire l’anemia megaloblastica che è la conseguenza più conosciuta, ma anche perché l’assunzione regolare di folati sembra aumentare il peso e il trofismo fetale, riducendo il rischio di patologie della gravidanza.

Va sottolineato che diversi preparati “multivitaminici” disponibili in Italia contengono una quantità minima di acido folico.

Risulta, invece, indiscussa la necessità di una supplementazione in folati quando la gravidanza si associa a condizioni che comportano di per sè un fabbisogno elevato di folati (anemie emolitiche, trait talassemico, malattia infiammatoria dell’intestino, gravidanza gemellare).


La possibilità che l’acido folico abbia un ruolo nella prevenzione delle alterazioni neurologiche fetali è stata segnalata fin dal 1964.

È stato dimostrato che la carenza di folati può aumentare il rischio di aborto spontaneo, malformazioni orofacciali e del tratto urinario.

L’assunzione di folati (400 μg/die) nel periodo periconcezionale e fino ad almeno il primo trimestre di gravidanza si associa a:

  1. riduzione del 45-70% del rischio di malformazioni neurologiche fetali, tra cui la più importante è rappresentata dalla spina bifida

  2. incremento del peso del feto e riduzione del rischio di parti prematuri


Pubblicato il 28 marzo 2011


Vedi anche:

Carenza di folati in gravidanza



 

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